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Viscoderm Hydrobooster


Andiamo sul contorno del labbro e andiamo a iniettare molto delicatamente, a livello superficiale, il prodotto con la tecnica lineare retrograda, iniettandone microdosi, in modo tale da distendere le rughette sottili, idratare la cute e stimolare produzione di collagene e di elastina.

È un prodotto che si uniforma molto bene al tessuto, per cui adatto soprattutto alle rughe mimiche o a quelle rughe fini e sottili della guancia, che si formano per l’elastosi solare, quindi per l’invecchiamento fotoindotto.

Dove c’è una rughina un po’ più marcata andiamo con la tecnica a microponfi mantenendoci nel derma superficiale, iniettando un microponfo di prodotto in modo da determinare una distensione della ruga sottile; non è un filler, è un bioristrutturante, quindi lo iniettiamo anche su altre zone del viso con azione ristrutturante, proprio per aumentare l’idratazione della pelle, aumentarne il tono e la produzione di collagene ed elastina.

La tecnica è minimamente invasiva perché l’ago che utilizziamo è molto sottile, da 33 gauge, lungo solo 9 mm e per i pazienti con la soglia del dolore più bassa si può utilizzare un pochino di anestetico che adesso su di lei non abbiamo usato.

Il prodotto non contiene nessun altra sostanza se non acido ialuronico di due pesi molecolari diversi, quindi 1000 e 2000 kilodalton in proporzioni esattamente alla pari (50% e 50%) che permettono proprio queste caratteristiche reologiche specifiche di Viscoderm Hydrobooster, che sono quelle che permettono l’azione stretching sulle rughe sottili (ideale anche per il contorno occhi o come rifinitura, ad esempio, di un intervento con la tossina botulinica, quindi per rifinire al meglio la memoria della ruga).

Dà un aspetto molto naturale perché non dà gonfiore e si uniforma molto bene al tessuto, per cui anche in dinamica, muovendo, non si vede che è stato iniettato il prodotto; il risultato è estremamente morbido.