L’acne contemporanea non è un semplice inestetismo passeggero ma una patologia infiammatoria cronica che, secondo i recenti dati epidemiologici, ha registrato un incremento del 14% tra i giovani della Generazione Z. Questo fenomeno, alimentato da stress, inquinamento e pressione estetica dei social media, incide profondamente sul benessere psicofisico e sull’autostima dei pazienti.
A parlare di questa condizione è un articolo pubblicato su vanityfair.it
Il corretto approccio terapeutico si fonda sulla personalizzazione clinica e sull’impiego di tecnologie d’eccellenza, come i laser di ultima generazione, superando definitivamente la logica dei trattamenti standardizzati e inefficaci.
È prioritario correggere le abitudini errate derivanti dalla disinformazione digitale, quali l’uso improprio di antibiotici topici, la trascuratezza delle componenti ormonali e la mancata fotoprotezione durante le terapie farmacologiche. Spesso si ignora che una corretta idratazione e la sinergia tra diversi protocolli medici siano i pilastri essenziali per il successo della cura. Evitare l’automedicazione e rivolgersi tempestivamente allo specialista è l’unica strategia risolutiva per prevenire complicanze severe, come gli esiti cicatriziali permanenti. Trattare l’acne con rigore scientifico e multidisciplinare significa restituire al paziente non solo una cute sana ma anche la sicurezza necessaria per vivere con serenità la propria identità sociale e relazionale.
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