Pitiriasi Rosea di Gibert: Protocolli Diagnostici e Gestione Clinica del Paziente

Pitiriasi Rosea di Gibert: Protocolli Diagnostici e Gestione Clinica del Paziente

La pitiriasi rosea di Gibert è una dermatosi infiammatoria acuta, di natura benigna e a decorso autolimitante, che interessa prevalentemente la fascia d’età compresa tra i 10 e i 35 anni. L’eziologia più accreditata riconosce la riattivazione endogena dei virus erpetici HHV-6 e HHV-7, spesso innescata da una temporanea fragilità del sistema immunitario correlata a stress psicofisico; è fondamentale precisare che la condizione non è contagiosa e non richiede isolamento.

A parlare di questa condizione è un articolo pubblicato su my-personaltrainer.it

Il quadro clinico esordisce tipicamente con la “macchia madre” o araldica — una lesione ovale desquamativa sul tronco — seguita da un’eruzione secondaria diffusa con la caratteristica disposizione “ad albero di Natale”. Data la somiglianza morfologica con altre patologie quali psoriasi, micosi o reazioni iatrogene, una diagnosi differenziale rigorosa presso uno specialista è imprescindibile per escludere quadri clinici più complessi. Nonostante la risoluzione spontanea avvenga solitamente entro 6-12 settimane, l’approccio medico è determinante per mitigare il prurito attraverso l’uso di antistaminici, emollienti specifici e, ove indicato, fototerapia UVB o antivirali precoci. Una corretta gestione dello stile di vita, che includa una dieta a basso contenuto di istamina e l’uso di tessuti naturali, completa il protocollo terapeutico volto a garantire il comfort del paziente e la perfetta restitutio ad integrum della superficie cutanea, prevenendo discromie post-infiammatorie.

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